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Entro quanto tempo devono essere pagate le fatture?

FattureStanno arrivando nuove Direttive in materia di tempi di pagamento da Bruxelles. L’UE ha, infatti, varato una revisione della Direttiva sui termini di pagamento ai fini di tutelare le imprese da eventuali strette finanziarie. Mentre fino ad oggi il calcolo degli interessi moratori poteva partire dal 30° giorno dalla data di fatturazione, con l’adozione della nuova misura entro il 2013 saranno fissati termini concreti di pagamento a livello europeo. Le imprese tedesche temono un rilassamento della disponibilità a pagare, ma la Germania non sarà obbligata ad applicare forzatamente le regole UE e potrebbe rimanere fedele alle più severe regole nazionali.

Per oltre un anno il Parlamento Europeo si è speso per l’adozione di una normativa più severa e più chiara in materia di termini di pagamento. Adesso che, finalmente, le regole ci sono, spera che i Paesi membri le recepiscano a livello nazionale già all’inizio del 2012.

Armonizzazione delle differenze in ambito europeo
Tra un Paese e l’altro dell’UE le differenze dei tempi di pagamento delle fatture sono grandi. Tra le scadenze di pagamento più brevi ci sono quelle della Finlandia, in media di 26 giorni, e della Germania, 28, mentre la Grecia, con 128 giorni, vanta le scadenze più lunghe. La media europea è di 59 giorni. Di recente grandi gruppi industriali e la pubblica amministrazione sono finite in prima pagina per i loro ritardi nei pagamenti alle piccole e medie imprese. Dato che è proprio la liquidità delle imprese più piccole a risentire dei diversi tempi di pagamento a livello di UE, quest’ultima intende modificare le proprie direttive e armonizzare i tempi di pagamento al suo interno ai fini di appianare le disparità tra Nord e Sud in materia di giorni concessi per pagare le fatture da parte dell’amministrazione pubblica e da parte di imprese, che operano nell’ambito della comunità, nei confronti di imprese di altre nazioni europee.

Termini di pagamento
Nella Direttiva della Comunità Europea, in materia di transazioni tra imprese e in assenza di distinti accordi contrattuali, è stato stabilito che il pagamento delle fatture dovrà essere effettuato entro un periodo di 30 giorni. Qualora entrambe le parti siano d’accordo, il periodo potrà essere esteso a 60 giorni. Sarà possibile prorogare i tempi di pagamento oltre i 60 giorni soltanto se “esplicitamente concordato” nel contratto tra creditore e debitore e fermo restando che non si riveli un “danno di grandi proporzioni” per il creditore.
In caso di transazioni tra il settore pubblico e le imprese in generale varrà il periodo di 30 giorni. Nel caso in cui entrambe le parti vogliano prorogare i tempi di pagamento, questo andrà “concordato esplicitamente” e dovrà “essere giustificato oggettivamente in considerazione della natura o del carattere specifici del contratto”. Il Parlamento Europeo si è adoperato con forza affinché il termine di pagamento per i committenti pubblici non superi in alcun caso i 60 giorni.
Sono previste eccezioni soltanto nel settore sanitario. In questo ambito gli Stati Membri hanno la facoltà di optare per un periodo fino a 60 giorni per enti pubblici del settore sanitario. Questa eccezione è legata alla specifica situazione di enti, come gli ospedali pubblici, finanziati in gran parte grazie ai pagamenti dei sistemi di previdenza sociale.
Mentre per molti le nuove norme rappresentano una vera e propria rivoluzione, molte imprese tedesche si dicono scettiche nei confronti della nuova normativa. Secondo un sondaggio dell’assicurazione dei crediti Atradius AG il 43% delle imprese tedesche temono che le direttive in Germania non avranno seguito, proprio perché qui i tempi di pagamento sono più vantaggiosi rispetto a quelli dettati dalla Direttiva UE.
In tal senso, la direttiva UE potrebbe addirittura comportare un rilassamento della disponibilità a pagare, dato che probabilmente le imprese si richiamerebbero ad essa. Anche il settore dell’edilizia è scettico nei confronti della nuova normativa, poiché l’UE ha fissato per i fabbricati il termine di ritiro a 30 giorni, mentre finora in Germania era di appena 12. La ditta costruttrice può, infatti, presentare la fattura soltanto dopo che il committente ha confermato che l’edificio viene ritirato senza vizi. Secondo la Direttiva UE possono poi trascorrere altri 60 giorni prima che la fattura venga saldata. In questo modo potrebbe succedere che qualcuno ai sensi delle direttive UE ottenga involontariamente dalle ditte costruttrici un credito per la durata massima di tre mesi a costo zero. Soprattutto per le piccole ditte costruttrici l’attuazione della nuova Direttiva UE sarebbe correlata ad un rischio finanziario enorme.

Disponibilità a pagare della pubblica Amministrazione
Un’analisi dell’Associazione Creditreform di Neuss ha dimostrato che il comportamento nei pagamenti, adottato ultimamente dall’Amministrazione pubblica in Germania, racchiude un reale miglioramento. L’82,5% delle imprese che fanno affari con altre aziende o clienti privati ottiene, infatti, i loro soldi entro 30 giorni. Al contrario, soltanto il 66% delle imprese ottiene entro 30 giorni quanto dovuto dalla mano pubblica. In questo senso le imprese potrebbero quindi gioire del fatto che anche per la mano pubblica sia stato fissato finalmente un termine per i pagamenti.