Italo-tedeschi: adesso è possibile acquisire la doppia cittadinanza

Anna Lisa Carnio, una trevigiana che vive da anni in Germania, grazie a una nuova norma in vigore dall’inizio del 2003, ha ottenuto la cittadinanza tedesca senza dover rinunciare a quella italiana

Anna Lisa CarnioAnna Lisa Carnio è probabilmente la prima veneta ad aver acquisito in Germania il privilegio del doppio passaporto, doppia carta d’identità e doppio diritto di voto. Infatti, a seguito di un’intesa bilaterale tra Italia e Germania, dal 22 dicembre del 2002 è applicabile una disposizione della nuova legge tedesca sulla cittadinanza che prevede per i cittadini dei paesi dell’Unione Europea la possibilità di ottenere la cittadinanza tedesca conservando quella d’origine a condizione di reciprocità (anche l’ordinamento italiano ora garantisce al cittadino tedesco la possibilità di acquisire la cittadinanza italiana, mantenendo nel contempo quella d’origine).

Trevigiana di Roncade, giornalista ed esperta nel campo della comunicazione, Anna Lisa da otto anni è a capo di un’agenzia di pubbliche relazioni con sede a Berlino. L’agenzia, la “ITAL. Promotion & Relations”, si occupa di promozione e consulenza per enti, consorzi e aziende italiane sul mercato tedesco, con particolare riferimento al settore turistico.

“Dopo la laurea, nel 1987, mi sono trasferita nella capitale tedesca – racconta Anna Lisa -. Volevo sondare le possibilità di sviluppo professionale in un contesto più ampio, di respiro europeo e all’avanguardia. Il primo lavoro affidatomi nell’ambito di un progetto di ricerca del Senato tedesco su Berlino, per rendere la città turisticamente più attrattiva, ha contribuito sia a stimolare la mia ambizione professionale sia ad agevolare l’integrazione socio-culturale nella nuova realtà. Dopo un master per addetta alle pubbliche relazioni nel settore economico, sono stata assunta presso l’ufficio PR della Camera di Commercio Italiana per la Germania. Solo successivamente ho deciso di mettermi in proprio, creando un’agenzia capace di favorire, in ambito italo-tedesco, la promozione e l’avvio di contatti di aziende ed associazioni piccole e medie, che di solito sono escluse dai grossi circuiti di commercializzazione”.

Ma torniamo all’acquisizione del passaporto tedesco…
Annalisa Carnio con l'ambasciatore italiano a Berlino“Poter accedere alla doppia cittadinanza é sempre stato un mio desiderio – continua Anna Lisa – e ho sempre invidiato gli italo canadesi per la possibilità concessa loro di avere entrambi i passaporti. Ho sempre pensato che vivere, lavorare e pagare le tasse in un paese straniero per molti anni dovrebbe dare l’accesso ad alcuni diritti fondamentali, quali quello del voto. In Germania é possibile già da molti anni accedere alla cittadinanza tedesca, qualora precise condizioni vengano soddisfatte; ma l’acquisizione della nuova cittadinanza significava automaticamente la perdita della cittadinanza originaria. Pur potendo accedere alla cittadinanza tedesca da molti anni, avevo rifiutato totalmente l’idea di dover rinunciare per iscritto alle mie origini, alla mia cultura e a tutto ciò che io sono ancora, nonostante la mia integrazione sociale nel paese ospite.
Con questa nuova legge ho potuto realizzare un sogno”.
Va detto subito, però, che per acquisire la cittadinanza tedesca mantenendo quella italiana, debbono essere soddisfatte le seguenti condizioni: otto anni di regolare residenza in Germania; possesso di regolare permesso di residenza o di soggiorno; giuramento di rispetto della Costituzione tedesca; non svolgere attività contrarie ai principi costituzionali; poter assicurare il mantenimento proprio e dei familiari a carico e non essere percettori di sussidi sociali; non aver riportato condanne penali; conoscenza scritta e orale della lingua tedesca.
“Il punto saliente per accedere a tale diritto – spiega Anna Lisa Carnio – é essere economicamente indipendenti, cioè non far riferimento a sussidi sociali e lavorare ufficialmente facendo fronte agli impegni fiscali. L’altro punto fondamentale é la buona conoscenza della lingua tedesca, scritta e parlata. Un collega italiano, ad esempio, che non aveva alcun documento di studio acquisito in Germania, ha dovuto sostenere un esame particolarmente impegnativo, nonostante lavorasse da 15 anni come direttore di un ufficio in terra tedesca”.

Ma ripercorriamo con la nostra corregionale le varie tappe che l’hanno portata al raggiungimento dell’agognato obiettivo
“Venuta a conoscenza che la legge era entrata in vigore – racconta Anna Lisa -, lo scorso gennaio telefonai a tutti gli uffici possibili per avere informazioni sul da farsi: al servizio permessi di soggiorno per stranieri, a quello anagrafico del Comune, alla sede centrale della polizia per la registrazione di cittadini esteri, all’ambasciata italiana… ma nessuno sapeva indicarmi precisamente dove avrei potuto inoltrare la domanda. Dopo ulteriori tentativi durati alcune settimane, una signora del mio Comune di residenza mi mise in contattato con l’ufficio di naturalizzazione cittadina, di cui nemmeno conoscevo l’esistenza. Interpellai telefonicamente l’addetta, la quale però mi disse di aver sentito solo vagamente parlare di questa nuova norma e di non disporre di alcuna istruzione al riguardo. Pertanto, se avessi voluto avviare la procedura per l’ottenimento della cittadinanza tedesca, dovevo necessariamente rinunciare a quella d’origine. Non mi arresi e verso la fine di febbraio mi recai personalmente a questo ufficio, dove mi riferirono che finalmente avevano nel frattempo ricevuto tutte le informazioni al riguardo. Ottenni, così, gli appositi moduli e la lista dei documenti da presentare e a fine marzo inoltrai la richiesta ufficiale. Sei mesi dopo ho ricevuto l’invito a firmare il giuramento di rispetto alla Costituzione tedesca e una settimana dopo mi è stato consegnato dal funzionario comunale, con una piccola cerimonia di benvenuto ufficiale nella comunità, l’atto di cittadinanza tedesca, con il quale ho potuto formulare domanda di passaporto, di carta d’identità e nuova patente”.

Quanto costoso e laborioso è l’iter per portare a compimento la pratica?
“Nel mio caso, per adempiere alle condizioni richieste, ho dovuto inoltrare i seguenti documenti: certificato di nascita internazionale; copia del certificato di maturità e di laurea con relativa traduzione in tedesco autenticata; copia del certificato di master post-laurea svolto in Germania per addetta alla pubbliche relazioni, grazie al quale ho evitato di sostenere l’esame di conoscenza della lingua tedesca orale e scritta; regolare permesso di soggiorno a scadenza illimitata; copie delle dichiarazioni dei redditi fino a otto anni addietro, accompagnate dalla copia della registrazione della mia attività di libera professionista in Germania; dichiarazione dell’Ufficio Imposte dirette di non aver alcun credito aperto nei miei confronti; dichiarazione del mio commercialista sulle previsioni di bilancio del mio reddito per l’anno 2003; copia del contratto d’affitto e copia degli estratti conto da cui si vede la detrazione dell’importo per l’affitto mensile; dichiarazione scritta da parte della persona con cui convivo che la metà dell’importo dell’affitto é a mio carico. Complessivamente l’intera procedura amministrativa mi è costata 255 Euro, che ho versato in contanti all’atto dell’inoltro della richiesta di cittadinanza. Soldi che ho davvero speso volentieri”.

Tratto da: Veneti nel Mondo