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CaffèIl consumo regolare di caffé migliora il metabolismo e protegge l’essere umano da molte malattie

Siamo tutti d’accordo che il caffè è uno dei piaceri della vita. In ogni caso con il caffè non si deve esagerare poiché potrebbe essere causa di: tachicardia, insonnia, aumento della secrezione gastrica, ipertensione etc. come è stato dimostrato dallo studio di Thelle nel 1983 e dalla ricerca di Arsen del 1984. Sul caffè però si raccontano anche molte cose inesatte, per questo, crediamo sia giunta l’ora di fare un po’ di chiarezza sull’argomento. Nel corso degli ultimi anni infatti, solidi dati scientifici hanno sostanzialmente modificato lo scenario riguardo l’assunzione di questa bevanda. Sono stati chiariti alcuni concetti sul caffé, sfatando così certi miti negativi.

Se uno esagera con il caffè, è vero che, in qualche caso, potrebbe avere episodi di tachicardia o di innalzamento della pressione sanguigna. Esistono però serie evidenze scientifiche che dimostrano come questo effetto si abbia solo in chi, astinente per quanto riguarda il caffé oppure ne beve quantità minime, ingerisce in breve tempo quantità rilevanti della sostanza. Se il consumo diventa quotidiano, l’effetto scompare rapidamente ed esistono anzi dati che dimostrano come un consumo medio/alto di caffé (4 o più tazzine al giorno) possa anzi proteggere chi è iperteso. Sembra inoltre che abbia un effetto riduttivo delle malattie coronariche e protettivo per quanto riguarda patologie come l’arteriosclerosi. Infine, da uno studio, che ha seguito nel tempo (per quasi 15 anni) circa 60.000 finlandesi, viene dimostrato come il consumo di quantità moderate di caffé protegga dal rischio di insufficienza cardiaca.

Coloro che soffrono di reflusso gastro-esofageo si sono probabilmente sentiti dire che il caffé fa male ma, in realtà, non esiste nessuna dimostrazione scientifica seria che il caffé faccia insorgere un reflusso gastro-esofageo. È stato accertato che i soggetti, che non hanno un controllo adeguato del reflusso gastrico, possono accusare un aggravamento dei sintomi, se consumano molti caffé. In alcuni casi però, questo effetto negativo è stato riscontrato anche per il caffé privo di caffeina, che sarebbe considerata la causa principale di questo effetto.

I dati più interessanti riguardano però il fegato. Esiste uno studio scientifico che rivela informazioni molto interessanti: non solo il caffé non fa male al fegato, ma addirittura proteggerebbe l’organo, in particolare in coloro che sono affetti da malattie croniche del fegato e soprattutto nei soggetti portatori di epatite da virus C (HCV). I soggetti portatori di questa malattia epatica vedono ridotto il rischio che la loro malattia evolva verso la cirrosi, se consumano quattro o più tazzine di caffé al giorno.

Il caffè ridurrebbe inoltre anche l’entità delle malattie metaboliche, l’aumento della glicemia e dell’acido urico.

Infine, un recente studio ha dimostrato come il consumo di quattro tazzine di caffé al giorno protegga il DNA (il codice genetico) delle nostre cellule dal danno da agenti ossidanti (quelli che causano l’invecchiamento e l’insorgenza di molte malattie) e riduca il processo di “cicatrizzazione” del fegato che porta alla cirrosi.

Quattro tazzine di caffé al giorno ridurrebbero il rischio dell’insorgenza del diabete negli adulti, che ricorrono a farmaci orali, inoltre diminuirebbero il rischio di complicanze del diabete e ridurrebbero l’accumulo di grasso, migliorando il consumo calorico.

Sempre per quanto riguarda il nostro metabolismo, sembra addirittura che il caffé possa attivare meccanismi specifici che proteggono dal danno della dislipidemia e cioè dall’accumulo di grassi in circolo.

Per quanto riguarda la mortalità globale, l’evidenza è più forte. Esistono vari studi a riguardo, tra i quali uno in cui 40.000 giapponesi sono stati seguiti per dieci anni, studio che ha dimostrato come il consumo di tre o più tazzine di caffé al giorno si traduca in una riduzione del 25% del rischio di morte per infarto.

Infine evidenziamo alcuni ulteriori punti: il caffé può, se consumato in momenti sbagliati, causare eccitabilità e una modesta insonnia, che scompare però quando l’organismo si abitua alla caffeina.

Vale la pena anche di ricordare che la caffeina provoca un aumento della diuresi e del metabolismo basale.

Ma quanto caffé si può bere? Quasi tutti gli studi citati, dimostrano che gli effetti benefici aumentano progressivamente, raggiungendo un massimo tra le tre e quattro tazzine di caffé al giorno, almeno del caffé bollito, il discorso può essere diverso per il caffé filtrato all’americana. Va sottolineato infine che dire caffé non vuol dire acqua e caffeina: vuol dire un insieme di altri componenti che possono per esempio combattere il danno ossidativo o che risultano essere precursori di alcuni composti vitaminici. Ancora non si sa bene quale sia la componente del caffé, alla quale poter addebitare tutti o almeno una larga parte di questi effetti protettivi, ciò nonostante possiamo tranquillamente affermare che qualche buon caffè al giorno toglie il medico di torno!

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