Editoriale

ITALIA SÍ… ITALIA NO…

Gentili Colleghe, cari Colleghi,

questo cantava un ritornello di una canzone di qualche anno fa, esaltando pregi e difetti di una Nazione a cui noi apparteniamo con molto orgoglio.

Chi, come noi, si allontana dal proprio Paese sente in maniera ancora più forte il legame con le proprie origini e a fine stagione conta i giorni che mancano al ritorno in Italia, dove riabbraccerà le persone care rimaste nel luogo di origine.

Purtroppo il problema creatoci dal decreto sicurezza, entrato in vigore nel dicembre scorso, ha di molto affievolito questo sentimento e il legame che abbiamo sempre nutrito e nutriamo con la nostra Patria.

Molti pensano, delusi da continue difficoltà derivanti dalla nostra situazione di pendolari tra Italia e Germania, di chiedere la cittadinanza tedesca e iniziare un progressivo distacco con l´Italia.

Secondo me, se ciò dovesse avvenire, sarebbe una sconfitta personale, ma soprattutto delle istituzioni che non mettono il cittadino nella condizione di muoversi liberamente all´interno di un Paese che non dovrebbe avere confini e restrizioni.

Questo Paese si chiama EUROPA!

E´ stata voluta per legare i vari Stati e agevolare movimenti di merci, capitali e soprattutto PERSONE all´interno di un continente che vedeva spesso i vari Stati in conflitto tra loro. Questo ha garantito un periodo di pace che il vecchio continente non ha mai vissuto.

Il gelatiere che compera MERCI, macchinari e arredamenti in Italia, spostando CAPITALI e, avendo due residenze fa sí che le PERSONE si muovano all´interno dell´Unione, é l´interprete ideale di quanto i Paesi fondatori volessero.

Abbiamo bisogno che ogni Nazione rinunci ai propri interessi specifici e assieme agli altri Paesi membri, costruisca il sistema per difendere gli interessi comuni dei cittadini europei.

Una buona Europa conviene a tutti!

Dario Olivier

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