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Conferenza UDH – Associazione degli Imprenditori dell’Artigianato tedesco – 7 maggio 2014

Breve relazione sul mercato del lavoro, politica salariale e diritto del lavoro

Diritto del lavoro: grande discussione sul salario minimo che il Governo vuole introdurre

Il progetto centrale del nuovo Governo federale per quanto riguarda il diritto del lavoro è l’introduzione, a partire dal 1° gennaio 2015, di un salario minimo obbligatorio per legge pari a 8,50 Euro. La bozza di legge deliberata a tal fine dal Governo federale in data 2 aprile 2014 contiene tutta una serie di punti critici. Vediamo quali sono:

  • La priorità salariale delle retribuzioni contrattuali al di sotto degli 8,50 euro fino alla fine del 2016 dovrà valere solo per i contratti collettivi a livello federale dichiarati come generalmente vincolanti ai sensi della Legge sul distacco dei lavoratori (Arbeitnehmer-Entsendegesetz). Gli artigiani chiedono che anche i contratti collettivi regionali rappresentativi o per lo meno dichiarati come generalmente vincolanti ai sensi della Legge sui contratti collettivi di lavoro abbiano priorità sul salario minimo obbligatorio.
  • La prevista eccezione dei giovani fini a diciotto anni dal salario minimo obbligatorio non è sufficiente visto che l’età media di chi inizia una formazione professionale è di 20 anni. Gli artigiani continuano a richiedere un limite di età di 25 anni per non dissuadere i giovani dall’intraprendere una formazione professionale duale.
  • Il periodo di adeguamento, previsto in un anno, attraverso la nuova Commissione che dovrà stabilire il salario minimo sulla base dell’andamento statistico dei salari contrattuali è troppo corto. Sarebbero necessari intervalli di almeno due anni che tengano conto, oltre all’andamento dei salari contrattuali anche dei tassi di crescita del minimo esistenziale socio-culturale (Hartz IV).
  • Le semplificazioni che porterà la procedura di dichiarazione di obbligatorietà generale (Allgemeinverbindlichkeitserklärung) sono senz’altro benvenute, tuttavia i criteri di demarcazione (stabiliti autonomamente dalle parti sociali), che fanno riferimento ai contratti salariali di categoria, non devono venir pregiudicati da direttive statali.

→        Unità di contrattazione
La Ministerin del Lavoro Andrea Nahles ha annunciato di voler presentare, a conclusione di ampie verifiche relative alla costituzionalità, una bozza di legge separata sull’unità di contrattazione. Nel fissare il principio della maggioranza si deve fare attenzione che sia preservata la varietà del panorama contrattuale presente nel settore dell’artigianato.

→        Contratti d’opera e lavoro interinale
Secondo gli esperti del ZdH la regolamentazione dei contratti d’opera e del lavoro interinale prevista dall’accordo di coalizione non deve portare ad un’esagerata limitazione di questi strumenti di flessibilizzazione importanti per la politica del lavoro. I contratti d’opera, ad esempio, non devono venir troppo limitati con il previsto ampliamento dei diritti di cogestione delle commissioni interne. Anche per quanto riguarda il lavoro interinale non si dovranno fare delle limitazioni che vadano oltre il tetto massimo di 18 mesi, già stabilito nel contratto di cessione della manodopera con parità di trattamento (equal pay) dopo 9 mesi.

→        Indennità extra per congedo parentale retribuito e congedo parentale più flessibile
Il prolungamento, programmato dal Ministero federale per la Famiglia, del congedo parentale retribuito da 12 a 24 mesi complicherà decisamente la pianificazione del personale proprio delle piccole aziende artigianali in quanto, secondo il progetto del Ministero federale per la  Famiglia, gli anziani, le donne e i giovani (BMFSFJ) non sarà necessario il consenso del datore di lavoro per ottenere il congedo.
Il progettato prolungamento della durata di percezione dell’indennità di congedo parentale da 14 a 28 mesi è, invece, in linea di massima benvenuto perché con questo diventa più allettante il lavoro part-time durante il congedo parentale.

Mercato del lavoro

→        Attivazione di potenzialità nazionali
Nelle misure progettate dal nuovo Governo federale ai fini della lotta alla disoccupazione di lunga durata, per esempio per mezzo di un programma federale di sostegno del Fondo sociale europeo, si deve fare attenzione che non si giunga ad un incremento dell’occupazione sostenuta dai fondi pubblici (lavori da 1 euro, mercato sociale del lavoro).

→       Manodopera qualificata dall’estero
Nella discussione relativa alla preoccupante “immigrazione provocata dalla povertà” di bulgari e romeni e anche nella questione della libertà di movimento in Europa la ZDH si batte per una libera scelta del luogo di lavoro, non però per una libera scelta del sistema sociale. Casi effettivi del cosiddetto “turismo sociale” e soprattutto di occupazione illegale di lavoratori finti autonomi stranieri devono essere perseguiti e puniti con fermezza dalle autorità preposte ai controlli.

 

Segretario Generale di Uniteis e.V. Giorgio Cendron con la Ministro del Lavoro Andrea Nahles
Segretario Generale di Uniteis e.V. Giorgio Cendron con la Ministro del
Lavoro Andrea Nahles

 

Breve relazione sulla sicurezza sociale

→        Pacchetto pensioni
Il pensionamento senza decurtazione a 63 anni ostacola l’obiettivo dell’innalzamento della durata di vita lavorativa e manda un segnale molto allettante alla società per un ritorno al prepensionamento. Oltre a ciò, si viene a privilegiare un gruppo di età scelto arbitrariamente  – a scapito soprattutto delle classi più giovani che non possono sfruttare questa pensione ma per essa dovranno pagare. Allo stesso modo c’è il rischio di abuso come strumento di prepensionamento, infatti già a 61 anni si può richiedere la pre-pensione, se si percepisce l’indennità di disoccupazione prima del pensionamento per un periodo di almeno due anni. Per evitare di abusare della possibilità di ottenere un prepensionamento a 61 anni più due anni di percezione dell’indennità di disoccupazione, l’UDH propone di fare un regolamento che impedisca questa opportunità. In base a questo, i periodi di disoccupazione dopo una certa età non dovranno più essere ritenuti validi ai fini dei criteri per il diritto al pensionamento che in questo modo potrà iniziare solo a 63 anni. La Bundesministerin del Lavoro Andrea Nahles, invece, ha proposto la reintroduzione della regola del rimborso dell’indennità di disoccupazione da parte del datore di lavoro, cosa che noi respingiamo con forza.

→        Assicurazione per la vecchiaia di lavoratori autonomi
I progetti della precedente legislatura che prevedevano l’introduzione dell’obbligo di assicurazione per la vecchiaia per tutti i lavoratori autonomi e quindi la soppressione dell’assicurazione pensionistica degli artigiani non sono compresi nell’accordo della coalizione attuale. Le disparità di trattamento per gli artigiani dell’allegato A, tuttavia, esigono la soppressione di questo sistema particolare. Questa, tra l’altro, è una cosa che le Associazioni UDH/ZDH richiedono da anni. Con l’introduzione di un obbligo alternativo di assicurazione per la vecchiaia per tutti i lavoratori autonomi bisogna far sì che esistano possibilità di opzione tra il sistema privato e quello statale e che siano completamente regolamentate le procedure di transizione e il legittimo affidamento.

→        Assicurazione per la vecchiaia aziendale
In vista dell’obiettivo di una maggiore diffusione delle assicurazioni aziendali per la vecchiaia vi sono considerazioni, da parte del Ministero federale per il Lavoro e gli Affari sociali (BMAS), di introdurre un regime di “opting-out”. Questo vorrebbe dire che, in futuro, le imprese convertiranno automaticamente una determinata quota del salario dei loro dipendenti in assicurazione pensionistica aziendale (“conversione di emolumenti”), a meno che il dipendente non lo respinga espressamente. L’UDH provvederà a breve a formarsi un’opinione all’interno delle sue commissioni e ad esprimere la sua posizione in merito a questa delicata questione.

→        Diritto di tutela del lavoro
Da anni i Sindacati richiedono l’introduzione di un regolamento anti-stress nella normativa sulla tutela del lavoro. E’ stato possibile evitare l’assunzione di questa richiesta nell’accordo di coalizione, tuttavia vi è una recente iniziativa del BMAS per presentare ciononostante una bozza di regolamento anti-stress dopo la pausa estiva. Noi ci opponiamo con forza ad un simile regolamento in quanto sono soprattutto fattori della sfera privata del dipendente non influenzabili da parte del datore di lavoro che contribuiscono a causare disturbi psichici. Nello stesso tempo le aziende sono sottoposte a una forte pressione economica, dati gli elevati numeri di malattie e prepensionamenti dovuti a diagnosi psichiche. Qui si deve invece pensare a poter offrire terapie e sostegni concretamente praticabili e alla portata delle aziende.
Per l’attuazione delle norme ai sensi dell’ordinamento sulle sostanze pericolose e cioè l’obbligo di documentare i tempi e le modalità di esposizione alle sostante nocive da parte dei dipendenti, la DGUV (Assicurazione antinfortunistica obbligatoria tedesca) con la collaborazione dell’Associazione UDH (Unternehmerverband Deutsches Handwerk e.V.) ha in progetto l’istituzione di una banca dati centrale. Qui le aziende artigiane possono facoltativamente depositare i loro dati sulle esposizioni dei dipendenti ad eventuali sostante pericolose.

→        Riforma della Pflegeversicherung
Il Ministero della Sanità presenta la quinta Legge di emendamento del Codice sociale XI per la riforma della Pflegeversicherung (Assicurazione per la cura delle persone non autosufficienti). Secondo questo progetto di legge, all’inizio del 2015 il contributo per l’assicurazione obbligatoria per la cura delle persone non autosufficienti dovrà essere aumentato dello 0,3% per il finanziamento delle prestazioni relative alle cure complementari. La UDH segue il procedimento legislativo nella convinzione che l’ampliamento delle prestazioni e il connesso aumento della quota contributiva vada nella direzione sbagliata.

 

Breve relazione sulla politica tributaria e fiscale

→        Riforma dell’autodenuncia con sanatoria
Su iniziativa della ZDH si è costituito un Gruppo di lavoro delle Organizzazioni leader dell’economia produttiva, commercio e industria tedesca, che ha preso posizione, nei confronti dei Segretari di Stato del Bund e dei Länder, riguardo al rapporto che i Bund e i Länder hanno fatto relativamente alla riforma dell’autodenuncia con sanatoria. A quanto sembra, la conferenza dei Ministri delle Finanze ha concordato, il 6 maggio 2014, una bozza sulla riforma dell’autodenuncia con sanatoria, che poi dovrà essere presentata nel procedimento legislativo dal Ministero federale delle Finanze prima della “pausa estiva” 2014. La “decriminalizzazione”, sollecitata dall’Associazione degli Artigiani tedeschi (ZDH), della maggior parte delle aziende medie in rapporto alle loro operazioni quotidiane dovrebbe, a quanto si dice, venir ripresa con correzioni giuridiche della Legge sulla lotta ai fondi neri. D’altro canto, il sistema dell’autodenuncia con sanatoria viene reso più severo. La ZDH appronterà subito una presa di posizione su questo procedimento legislativo e prenderà parte all’audizione del Bundestag.

→        Riforma del diritto del procedimento tributario
Su iniziativa della ZDH si è costituito un gruppo di lavoro delle otto Organizzazioni leader dell’economia produttiva, commercio e industria tedesca che ha stilato un elenco comune di proposte dell’economia per “l’aggiornamento del diritto del procedimento tributario”.    A tale fine si stanno svolgendo colloqui a livello del Bund e dei Länder. Una bozza dei relatori è prevista per la conferenza dei Ministri delle Finanze nel mese di novembre 2014. Dopo di che verrà aperto il procedimento legislativo che dovrebbe essere concluso entro il mese di aprile 2015. L’obiettivo è quello di far partire la riforma dal 1° gennaio 2016.

→        Imposta di successione
La Corte federale amministrativa ha inviato al Ministero federale delle Finanze molte domande, con un termine di risposta stabilito per il 12 maggio 2014, sulle conseguenze che si avrebbero se si rinunciasse al regime attuale agevolato per le aziende. Su iniziativa della ZDH, il 15 maggio 2014 ha avuto luogo, nell’ambito della cosiddetta piattaforma bilaterale fra le varie Associazioni, uno scambio di idee sull’approntamento di un dossier comune, nel quale vengano riportati i vari motivi a favore di un regime agevolato per il patrimonio aziendale. In generale si prevede che si avrà una decisione della Corte federale amministrativa sulla sentenza di rinvio della Corte federale tributaria (BFH) nel terzo trimestre del 2014. Conseguentemente la ZDH si prodigherà energicamente affinché anche in futuro, quando viene venduta un’azienda, si possa risparmiare una buona percentuale dell’’imposta di successione.

→        Lotta alla progressione tariffaria dell’imposta sul reddito delle persone fisiche
Il dibattito politico sulla lotta contro la progressione stabilita nelle tariffe dell’imposta sul reddito delle persone fisiche ha riacquistato dinamica non da ultimo a fronte del gettito fiscale che continua a mantenersi in tendenza crescente (stime fiscali di maggio). Anche il capo della SPD Sigmar Gabriel, attuale “Bundesminister für Wirtschaft und Energie”, vede ormai delle possibilità di alleggerimento per i redditi bassi e medi senza un contro-finanziamento da un’altra parte. La ZDH continua a spingere affinché il Governo federale, per la prima volta nell’ambito della relazione sul minimo esistenziale – che dovrà essere presentata nell’autunno 2014 – presenti un rapporto tariffario sugli effetti della progressione delle tariffe – e poi ne tragga velocemente le dovute conseguenze.

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