Normative

Legge tedesca sull’informazione ai consumatori – VIG

Legge tedescaLegge tedesca sull’informazione ai consumatori (VIG)

(Legge di riforma delle norme sulle informazioni ai consumatori. BGBl parte I, n. 56, pag. 2.558, 9 novembre 2007.)

Articolo 1

Legge per il perfezionamento dell’informazione ai consumatori in materia di salute (Legge sull’informazione ai consumatori – VIG)

§ 1 Diritto di accesso alle informazioni

(1) ai sensi della presente legge, chiunque ha diritto al libero accesso a informazioni e dati concernenti:

1.le violazioni della legislazione sugli alimenti e sul foraggio (LFGB) e degli atti emanati dalla Comunità europea in tale ambito, nonché di misure e decisioni prese nel contesto di simili violazioni

2.rischi e i pericoli per la salute e la sicurezza dei consumatori derivanti dal consumo di un determinato alimento (Erzeugnis), così come definito nella LFGB

3.la marcatura, l’origine, la qualità, l’utilizzo, nonché la produzione e il trattamento degli alimenti e le deroghe a normative riguardanti simili caratteristiche e procedure

4.le materie prime e le procedure applicate per la loro estrazione, le misure di sorveglianza o altre pratiche amministrative o misure volte alla tutela dei consumatori, inclusa la valutazione di tali procedure; le statistiche relative alle effettive violazioni contro le disposizioni contenute nel § 39 comma 1 frase 1 del LFGB, purché tali violazioni riguardino un alimento

5.Informazioni disponibili presso un determinato ufficio competente ai sensi del comma 2, indipendentemente dalla loro modalità di salvataggio. Il riferimento alla frase 1 assume pertanto valore soltanto qualora non esista alcuna condizione di esclusione o limitazione, ai sensi del § 2.

(2) Ai sensi del comma 1 frase 1, si considera ufficio competente

qualsiasi autorità ai sensi del § 1 comma 4 della Legge tedesca sul procedimento amministrativo (VwVfG), la quale sulla base di altri regolamenti:

– federali o
– regionali

tuteli compiti o attività di diritto pubblico, volti alla realizzazione degli obiettivi contenuti nel
§ 1 dell’LFGB,

qualsiasi persona fisica o giuridica del diritto privato che sulla base di altri regolamenti

– federali o
– regionali

tuteli compiti o attività di diritto pubblico, volti alla realizzazione degli obiettivi contenuti nel § 1 dell’LFGB e sia soggetta alla sorveglianza di un’autorità.

La frase 1 è valida per Comuni o associazioni di Comuni soltanto se ai sensi della legge in questione l’incarico è stato loro affidato mediante legislazione regionale.

(3) Non si considerano uffici competenti ai sensi del comma 2 frase 1 le alte cariche federali e regionali, quando agiscono in ambito legislativo o di emanazione di atti, gli organi indipendenti del controllo finanziario quali tribunali, autorità giudiziarie, autorità penali e disciplinari, così come gli uffici ad essi preposti.

(4) La normativa relativa all’accesso all’informazione e agli obblighi di informazione ai sensi di altre leggi, così come le disposizioni sull’obbligo di segretezza – segreto d’ufficio e professionale –restano invariate.

§ 2 Condizioni di esclusione o limitazione

Il diritto di cui al § 1 non sussiste in caso di:

1. conflitto d’interessi pubblico, qualora

a) la diffusione delle informazioni possa avere ripercussioni negative sui rapporti internazionali o militari e su altri questioni sensibili in materia di sicurezza legate alle forze armate federali o incida sulla privacy relativa alla consultazione delle autorità o possa costituire una minaccia sensibile alla sicurezza pubblica;

b) tale conflitto si verifichi in relazione alle informazioni oggetto del procedimento nell’ambito di un procedimento amministrativo (purché si tratti di informazioni ai sensi del § 1 comma 1 frase 1) giudiziario, di istruttoria penale, disciplinare, di amnistia o di infrazione alla normativa;

c) la diffusione delle informazioni possa influire sugli interessi fiscali dell’ufficio competente a cui ci si è rivolti per l’informazione o violare segreti d’ufficio;

d) le informazioni in questione siano state fornite nell’ambito di una prestazione di servizio che l’ufficio competente ha fornito al di fuori delle competenze riconosciutegli legalmente in materia di tutela dei consumatori, in seguito alla stipulazione di un accordo di diritto privato;

e) le informazioni in questione fanno riferimento al § 1 comma 1 frase 1 n. 1 e siano state fornite oltre cinque anni prima della richiesta;

2. conflitto d’interessi privato, in caso di

a) richiesta di accesso a dati personali, a meno che l’interesse per l’informazione del consumatore non sia superiore all’interesse di persone terze degno di tutela a vietare l’accesso all’informazione oppure la persona terza abbia acconsentito,

b) conflitto tra tutela della proprietà intellettuale, in particolare il diritto d’autore e il diritto d’informazione,

c) diffusione, attraverso le informazioni ricercate, di segreti industriali e/o aziendali o di altre informazioni rilevanti per la concorrenza e che per l’azienda assumono un significato equiparabile a un segreto industriale o aziendale.

d) richiesta di accesso a informazioni che sono state trasmesse ad un ufficio competente, sulla base di un obbligo di comunicazione o di informazione specifico mediante disposizione di legge, nel caso di prodotti realizzati, lavorati, messi in commercio o importati in modo illegale; lo stesso vale nel caso in cui l’impresa fornitrice dell’informazione si ritenga erroneamente obbligata a comunicare o informare.

Nel caso della frase 1 n. 2 lettera a valgono rispettivamente il § 5 comma 1 frase 2 e commi 3 e 4 della Legge sulla libertà d’informazione. Le informazioni ai sensi del § 1 comma 1 frase 1 n. 1 non rappresentano segreto industriale, così come spiegato alla frase 1 n. 2 lettera c, bensì aziendale o un altro tipo di informazione citata e rilevante per la concorrenza.

§ 3 La richiesta

(1) L’informazione viene fornita su presentazione di domanda scritta che deve essere sufficientemente precisa e far capire chiaramente quali sono le informazioni a cui si riferisce. Le richieste devono essere presentate presso:

l’autorità federale, qualora la richiesta di accesso all’informazione venga presentata presso l’autorità federale stessa,

negli altri casi, l’autorità competente ai sensi della legislazione regionale.

In deroga alla frase 3 n. 1, nel caso di una persona naturale o giuridica del diritto privato, per la decisione sulla richiesta è competente l’autorità di vigilanza.

(2) L’autorità competente ha l’obbligo di informazione ai sensi del comma 1 frase 3 anche in relazione alla frase 4, ma non di fornire informazioni non in suo possesso o che sulla base di norme giuridiche non sottostanno all’obbligo di essere messe a disposizione.

(3) La richiesta va respinta nei seguenti casi:

qualora faccia riferimento a bozze di decisioni, nonché lavori e decisioni direttamente utili alla loro preparazione, a meno che non si tratti di risultati di acquisizioni di prove, perizie o pareri di terzi;

qualora le informazioni siano state trasmesse o acquisite in forma confidenziale;

qualora, a causa della diffusione prematura, venga compromesso il successo di misure amministrative imminenti.

(4) Viene respinta in ogni richiesta indebita. Si tratta in particolare di quei casi in cui il richiedente è già in possesso delle informazioni ricercate.

(5) Qualora ci sia la possibilità per il richiedente di ottenere le informazioni ricercate da altre fonti facilmente accessibili, in questo caso la richiesta può essere respinta e il richiedente indirizzato su tali fonti. I requisiti ai sensi della frase 1 sono soddisfatti in particolare quando l’ufficio competente concede già l’accesso all’informazione ai sensi del § 5 comma 1 frase 2.

§ 4 Procedura di richiesta

(1) Prima di prendere una decisione, ai sensi del § 3 comma 1, l’autorità competente permette a terzi, i cui interessi sono coinvolti in seguito alla richiesta di accedere alle informazioni, di prendere posizione scritta entro un mese. Di norma, l’autorità deve partire dal presupposto che siano coinvolte persone terze se i dati:

fanno riferimento a persone,
sono identificati come segreti industriali o aziendali o
sono stati raccolti prima del 1° maggio 2008.

Se la persona terza non prende posizione o non prende visione degli atti, la decisione dell’autorità viene presa in seguito alla valutazione degli interessi.

(2) Di norma, la decisione in merito alla richiesta va presa entro un mese. Qualora la richiesta venga accolta, vanno indicati luogo, ora e tipologia di accesso. Nel caso in cui la richiesta venga parzialmente respinta va comunicato quando eventualmente,l’accesso alle informazioni sarà possibile e in un secondo momento deve essere comunicato se integralmente o solo in parte.

(3) Qualora siano state coinvolte persone terze ai sensi del comma 1, il termine riportato al comma 2 si estende per la durata di due mesi e l’estensione dev’essere comunicata al richiedente. La decisione in merito alla richiesta va comunicata anche alla persona terza, inclusa la disposizione di esecuzione immediata. L’accesso alle informazioni può avvenire soltanto, quando la decisione è entrata in vigore oppure due settimane dopo la disposizione di esecuzione immediata.

(4) Nel caso in cui venga presa una decisione in merito alla richiesta di accesso alle informazioni, il procedimento (§ 68 della VwGO, l’ordinamento del processo amministrativo) avviene anche qualora la decisione sia stata emanata da un’alta autorità federale o regionale che comunque rappresentano le autorità per il ricorso.

(5) In caso di richiesta presentata mediante elenchi di firme, sottoscritti da oltre 20 persone (petizione) o sottoforma di duplicati, valgono rispettivamente i §§ 17 e 19 della VwVfG.

§ 5 La fornitura di informazioni

(1) L’ente soggetto ad obbligo di informazione può permettere l’accesso alle informazioni, permettendo di visionare gli atti o fornendo informazioni in altro modo. Ai sensi del § 3 comma 1, l’ufficio competente con obbligo di informazione può rendere accessibili, in rete o in qualsiasi altro formato pubblicamente accessibile, determinate informazioni per le quali deve essere dato il permesso d’accesso anche indipendentemente dalla presentazione di una domanda; a questo proposito fa fede il § 4 comma 1. Le informazioni, che vengono fornite, devono essere comprensibili al consumatore.

(2) Qualora l’ufficio soggetto ad obbligo di informazione non sia a conoscenza di alcun prodotto identificato in modo concreto nella richiesta ai sensi del § 3 comma 1, ne informa il richiedente e, sempre che ne sia a conoscenza e per quanto possibile, lo indirizza presso un altro ufficio in possesso di tali informazioni. L’ufficio competente ha inoltre la possibilità di inoltrare la domanda ad un altro ufficio; anche in questo caso informerà il richiedente dell’avvenuto inoltro.

(3) L’ufficio con obbligo di informazione non è tenuto a controllare l’esattezza dei contenuti dell’informazione, purché non si tratti di dati relativi a persone. L’ufficio soggetto ad obbligo di informazione è tenuto a comunicare eventuali perplessità in merito all’esattezza dei dati in suo possesso.

§ 6 Spese e commissioni

(1) Per gli atti ufficiali delle autorità ai sensi della presente legge § 1 comma 2 o § 3 comma 1 frase 3 anche in relazione alla frase 4, esclusa la frase 2, vengono riscosse spese e commissioni a copertura dei costi. L’accesso alle informazioni ai sensi del § 1 comma 1 frase 1 n. 1 invece è gratuito.

(2) Le fattispecie soggette a commissione ai sensi del comma 1 vengono determinate a livello di legislazione regionale, purché gli atti ufficiali non vengano promossi da autorità federali.

(3) Il Governo federale ha la facoltà di determinare le fattispecie soggette a commissione, nonché l’ammontare delle commissioni stesse tramite decreto legge e senza l’approvazione del Bundesrat, purché nel rispetto della presente legge. Non trova applicazione il § 15 comma 2 della Legge sulle spese amministrative (VwKG).

Articolo 2 – Modifiche al Lebensmittel- und Futtermittelgesetzbuch (LFGB)

Il LFGB nella formulazione della pubblicazione del 26 aprile 2006 (BGBl I, pag. 945) subisce le seguenti modifiche:

1. Nel § 21 comma 3 frase 3 la dicitura “§ 1 comma 1 n. 1, 2 o 5” viene sostituito dalla dicitura “§ 1 comma 1 n. 1, 2 o 4”.

2. Il § 40 subisce le seguenti modifiche:

a) Il comma 1 subisce le seguenti modifiche:

nella frase 1 l’espressione “ha la possibilità” viene sostituita con “ha l’obbligo”
nella frase 2
nella parte iniziale dell’enunciato l’espressione “ha la possibilità” viene sostituita con “ha l’obbligo”
al numero 3 dopo la parola “dipende”, vengono introdotte le parole “o dipesa”.
nella frase 3 viene eliminata la parola “particolare”.

b) Al comma 2 viene aggiunta la seguente frase:

Ferma restando la frase 1, dal canto suo l’autorità ha la possibilità di indirizzare il pubblico su:

un’informazione pubblica o
un’azione di ritiro o richiamo da parte degli imprenditori di generi alimentari o di foraggi o degli altri soggetti economici coinvolti.”

c) Viene abrogato il comma 4 e l’ex comma 5 diventa il nuovo comma 4.

3. Al § 42 viene aggiunto il seguente comma 5:

“(5) La procura dello Stato federale ha l’obbligo immediato di istruire l’autorità competente ai sensi del § 38 comma 1 frase 1 a riguardo della fase preliminare del procedimento penale, purché faccia riferimento a violazioni di divieti e limitazioni della presente legge, ai decreti legge varati sulla base o agli atti comunitari di immediata validità nell’ambito di applicazione della presente legge, su indicazione delle disposizioni di legge. La frase 1 non è valida se il procedimento è stato avviato a causa di un rinvio all’ufficio amministrativo ai sensi del § 41 comma 1 della Legge sulle infrazioni alla normativa. La trasmissione di dati personali ai sensi della frase 1 resta sospesa qualora e fintanto che si trovi in contrasto con gli obiettivi del procedimento penale o specifiche normative di applicazione varate in ambito di legislazione federale o regionale.”

Articolo 3 – Modifiche alla Legislazione federale sul vino (Weingesetz)

La legislazione federale sul vino nella pubblicazione del 16 maggio 2001 (BGBl. I pag. 985), modificata mediante l’articolo 3 della legge del 16 maggio 2007 (BGBl. I pag. 753) è stata aggiornata in alcuni punti:

1. Il testo subisce le seguenti modifiche:

Alla riga relativa al § 52 vengono aggiunti i seguenti dati:
” comma 10 Informazione ai consumatori § 52a Informazione ai consumatori “.

La riga finora relativa al 10° comma viene formulata nel modo seguente:
” comma 11 Disposizioni finali”.

2. Al § 31 comma 7 la dicitura “§ 39 comma 1, 2 frase 1 e 2 n. da 1 a 5, 7 e 8, purché faccia riferimento alla disposizione per l’attuazione dell’obbligo dell’imprenditore dei generi alimentari, e n. 9, comma 3 n. 1 e comma 7” viene sostituita dalla dicitura “§ 39 comma 1, 2 frase 1 e 2 n. da 1 a 5, 7 e 8, purché faccia riferimento alla disposizione per l’attuazione dell’obbligo dell’imprenditore dei generi alimentari, e n. 9, comma 3 n. 1 e comma 7, §§ 40, 42 comma 5”.

3. Al § 52 segue il nuovo comma 10:
“comma 10 Informazione ai consumatori § 52a Informazione ai consumatori
Per l’informazione ai consumatori fa fede la VIG.”

4. L’ex comma 10 diventa il nuovo comma 11.

Articolo 4 – Entrata in vigore

(1) Ad eccezione del comma 2, la presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.

(2) In deroga al comma 1 l’articolo 1 §§ 1-5 e l’articolo 3 n. 1, 3 e 4 entrano in vigore il 1° maggio 2008.

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