Normative

Dieter Hund: protezione lavoratori applicabile e chiara

BDAComunicato Stampa n. 042/2010 del BDA – Bundesvereinigung der Deutschen Arbeitgeberverbände

ll Presidente dell’Associazione dei Datori di Lavoro, Dr. Dieter Hundt dichiara: “La protezione dei dati dei lavoratori deve essere applicabile nella pratica e giuridicamente chiara”

Berlino, 25 agosto 2010. In occasione dell’approvazione della proposta di legge sulla protezione dei dati dei lavoratori da parte del Gabinetto federale, il Dr. Dieter Hundt, Presidente dell’Associazione dei Datori di Lavoro ha dichiarato:

“La protezione dei dati dei lavoratori è un tema molto importante anche per i datori di lavoro – alla pari della protezione dei dati d’impresa. Il progetto di legge del governo federale, però, necessita di notevoli miglioramenti per rendere la protezione dei dati dei lavoratori giuridicamente chiara e applicabile nella pratica.”

Il Progetto di Legge del Governo federale ha tre difetti fondamentali:
1.ostacola la lotta alla corruzione e alla criminalità,
2.sopprime la possibilità di organizzare la protezione dei dati dei lavoratori internamente all’azienda attraverso accordi aziendali tra la direzione dell’impresa e la commissione interna e
3.con molti concetti giuridici a contenuto indeterminato, si viene a creare una nuova incertezza di diritto al posto di una chiarezza adeguata per l’applicazione pratica della legge.

Combattere la corruzione e la criminalità è una questione importante sia per i datori di lavoro che per i dipendenti. Regolamenti nazionali e internazionali obbligano, a ben ragione, le imprese ad intervenire contro di esse. La protezione dei dati dei lavoratori non deve ostacolare le imprese in questo. In base alla proposta di legge attuale, però, i dati e i fatti utili alla lotta contro la corruzione possono essere raccolti solo se esiste un sospetto concreto di reato. Al datore di lavoro, quindi, non sarebbe più possibile in futuro investigare anche su fatti anomali, qualora ci siano indizi di infrazione alla legge.

Là dove sussistono sospetti concreti di un determinato reato può essere necessaria, ai fini della produzione di prove, una ripresa filmata. Non è, quindi, accettabile il divieto ferreo di sorveglianza mirata per mezzo di telecamere, per esempio in negozi o spazi di vendita. La protezione dei dati dei lavoratori non deve diventare la protezione degli autori di reati!

Allo stesso modo, non ho alcuna comprensione per il fatto che, in futuro, gli interlocutori aziendali – datore di lavoro e commissione interna – non potranno più regolamentare la protezione dei dati dei lavoratori attraverso accordi interni. Quello che in un’azienda è utile e necessario per la protezione dei dati dei lavoratori in modo consono alle condizioni aziendali, dovrebbe continuare ad essere oggetto di accordi tra i due partner aziendali.

Sebbene nei testi di legge non si possa fare a meno di concetti giuridici a contenuto indeterminato, nel progetto di legge sulla protezione dei dati dei lavoratori vedo il grosso rischio che, con le nuove regole, si provochino più conflitti e nascano più incertezze giuridiche che una chiarezza adeguata per l’applicazione pratica. Il Bundestag e il Bundesrat dovrebbero, pertanto, rivedere la proposta di legge per gli aspetti della chiarezza giuridica e dell’intelligibilità.

Articoli correlati

Potrebbe interessarti

Close