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Cambio della Cassa Malattia

Cassa malattia widthCambio della Cassa Malattia: è possibile in caso di aumento delle quote o d’insolvenza

Dal 2011 le Casse Malattia nazionali possono riscuotere contributi supplementari senza limiti d’entità. Dato che in futuro questi contributi supplementari sono destinati ad aumentare, può valere la pena cambiare cassa malattia. Anche nel caso d’insolvenza della cassa sarebbe opportuno cambiare tempestivamente.

Attualmente, solo poche delle 150 Casse Malattia pretendono un contributo supplementare. Nei prossimi anni la cosa cambierà perché il tasso contributivo generale o legato al reddito dovrà essere tenuto stabile. L’aumento delle spese dell’assicurazione sanitaria dovrà quindi essere coperto dal gettito dei contributi supplementari.

Se una Cassa Malattia comunica l’introduzione o l’aumento del contributo supplementare, gli assicurati possono dare la disdetta con un preavviso di due mesi. Se la disdetta viene inoltrata immediatamente dopo la comunicazione, non si è tenuti a pagare il contributo supplementare. Dato che le prestazioni delle casse malattia sono pressoché uguali, può essere conveniente passare ad una cassa senza contributo supplementare o con uno inferiore.

un’insolvenza, l’assicurato dovrebbe provvedere per tempo ad associarsi in un’altra Cassa Malattia. Per farlo, chi ha l’assicurazione obbligatoria ha tempo fino a due settimane dalla data di chiusura, altrimenti sarà il datore di lavoro a scegliere la nuova Cassa Malattia. Chi ha un’assicurazione sanitaria volontaria può addirittura prendersi tempo fino a tre mesi dopo la chiusura. L’iscrizione nella nuova cassa avrà, però, inizio con effetto retroattivo cioè a partire dal giorno successivo alla chiusura della Cassa insolvibile e, quindi, sarà necessario pagare i contributi arretrati.

Giorgio Cendron

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