Trattamento dei dati

Protezione dei dati – Regolamento generale

DSGVO e conseguenze
Ci sarà un’ondata di diffide a causa del regolamento generale sulla protezione dei dati tedesco (DSGVO)? Molti artigiani e commercianti temono questo, ma si tratta di una paura fondata? E dove si nascondono i potenziali pericoli?
Diffide per violazioni del regolamento generale sulla protezione dei dati (DSGVO) ci saranno sicuramente, perché le persone specializzate in questa attività amano approfittare dell’entrata in vigore di nuove leggi e regolamenti proprio per fare cassa, ma non è comunque prevista un’ondata enorme di diffide.

Che probabilità c’è di essere ammoniti?
Il DSGVO non è certamente l’argomento preferito delle Kanzlei dedite alle diffide. Troppe domande relative al regolamento generale sulla protezione dei dati rimangono ancora senza risposta. Pertanto gli avvocati si possono servire meglio di altri argomenti per fare cassa, ovvero quelle aree del diritto per le quali esiste già una giurisprudenza consolidata. Ad esempio, le informazioni relative al tipo e ai nomi dei produttori o le informazioni di identità negli annunci pubblicitari. In questo momento l’argomento è molto sentito.

Rischio di diffida n. 1: informazioni superflue sul sito
Nonostante ciò, adesso gli avvocati giocheranno anche sulle violazioni del regolamento generale sulla protezione dei dati per le diffide. Il maggior rischio potenziale si vede nelle informazioni superflue sul sito web. Per esempio riguardo all’incaricato della protezione dei dati.
Le aziende sono obbligate per legge a nominare un incaricato della protezione dei dati laddove esistano dieci persone regolarmente coinvolte nel trattamento automatizzato dei dati personali. I loro dati di contatto devono essere pubblicati sul sito web, ma non il nome. Se però le aziende pubblicano il nome, potrebbero incorrere in complicazioni inutili. Dov’è che risiede esattamente il problema? Non tutti sono autorizzati ad assumere il ruolo di incaricato della protezione dei dati. Per principio ne sono esclusi i proprietari dell’impresa, i loro fornitori di servizi IT e gli azionisti. Risulta critica anche la nomina dei coniugi o dei familiari dell’imprenditore. Non che esista un divieto esplicito, ma sull’ammissibilità si potrebbe discutere mirabilmente. Pertanto la pubblicazione del nome dell’incaricato della protezione dei dati non comporta nessun vantaggio per l’azienda, ma genera un ulteriore rischio di diffida.

Rischio di diffida n. 2: l’informativa sulla privacy
Ulteriori punti deboli potrebbero anche essere rappresentati dall’informativa sulla privacy sui siti web: spesso viene creata con l’aiuto di sistemi gratuiti presenti in Internet. I rischi di diffida evitabili sorgono se l’informativa sulla privacy sul sito web include servizi che l’azienda non utilizza affatto. Se non si utilizza lo strumento di tracciamento di Google Analytics, è inutile pubblicare un’informativa sulla privacy in proposito, altrimenti si genera un ulteriore rischio. Nonostante questa problematica, non bisogna demonizzare gli autori di protezione dei dati. Le aziende devono applicarle però in modo saggio. L’informativa sulla privacy va esaminata criticamente prima della pubblicazione, indipendentemente dal fatto che le informazioni contenute siano realmente applicabili.

Reagire nel modo giusto ad una eventuale diffida
E se, nonostante tutte le cautele, arriva un avviso di infrazione? In tal caso gli artigiani dovrebbero assolutamente evitare qualsiasi reazione spontanea e forse emotiva. Ciò significa: non chiamare immediatamente il mittente, modificare rapidamente le informazioni sul sito o persino togliere immediatamente il sito dalla rete. La scadenza per gli ammonimenti è quasi sempre una settimana o due. Pertanto, le persone colpite non devono decidere immediatamente su come reagire, ma cosa fare dopo il primo impatto emotivo? Sicuramente è meglio rivolgersi subito ad un esperto in diffide. Di norma si tratta di avvocati – ad esempio, con le specializzazioni Gewerblicher Rechtsschutz (diritto a tutela della proprietà commerciale), Urheber- und Medienrecht “diritto d’autore e dei media” o “diritto della tecnologia informatica”.