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Posta certificata via mail

CircolariEntro il 2011 la Germania prevede l’avvio del servizio de-mail, grazie al quale sarà possibile inviare documenti giuridicamente vincolanti via e-mail. Vediamo assieme brevemente quanto sia sicuro e in che modo possono trarne vantaggio le aziende.

La registrazione è già iniziata: dalla metà di luglio tutti i cittadini tedeschi possono riservare gratuitamente un indirizzo de-mail. L’utilizzo del servizio, ad esempio nella comunicazione riservata con le autorità, sarà possibile a partire dal prossimo anno. Al momento si stanno esaminando i vari livelli su cui si articola la legge che fissa per iscritto le condizioni di utilizzo di de-mail.
Il servizio si rivela particolarmente interessante per le aziende artigiane: l’invio di fatture od offerte riservate potrebbe ad esempio avvenire tramite tale sistema. Il vantaggio? Se il cliente legge la fattura digitale a noi arriva l’avviso di ricezione. Con l’apertura della mail certificata il destinatario viene informato che deve pagare la fattura e non potrà affermare in un secondo momento di non averla ricevuta.
“Per le aziende de-mail rappresenta un vero e proprio risparmio di tempo e denaro rispetto alla tradizionale lettera”, afferma l’esperto di tecnologie informatiche e organizzazione presso l’Associazione nazionale degli artigiani tedeschi (ZDH), Hans Bernd Ditscheid, che consiglia agli imprenditori di prendersi in anticipo con la registrazione al servizio, in modo da “trovare libero l’indirizzo desiderato”. Nei settori che forniscono l’industria automobilistica, il tema della posta elettronica certificata è attuale già da tempo e in futuro anche altri rami dovranno prenderlo in considerazione. La decisione di utilizzarlo o meno spetta poi all’artigiano.
Ma quanto è sicuro il sistema de-mail? “I requisiti richiesti ai fornitori del servizio sono molto specifici” afferma il direttore del reparto per la sicurezza della comunicazione nei processi aziendali presso l’Ufficio Federale per la Sicurezza Informatica (BSI), Thomas Gast, che spiega come provider come la Deutsche Telecom e United Internet (1&1, GMX) sono chiamati ad esibire il certificato della concessione a fornire il servizio. Alcuni ispettori indipendenti controllano la funzionalità, l’interoperabilità (le de-mail inviate da utenti di provider diversi devono essere interpretate allo stesso modo), la sicurezza e il trattamento dei dati personali del fornitore. Se tutti e quattro i criteri vengono rispettati, il provider ottiene un certificato dal BSI.
Per legge, in caso di smarrimento della mail o nel caso in cui i dati finiscano nelle mani sbagliate i fornitori del servizio rispondono giuridicamente, afferma Gast. E sembra che affinché queste ipotesi non si avverino i provider abbiano investito molto nei rispettivi sistemi di invio. Qual è l’effetto positivo per le aziende? In futuro i provider offrono supporto nella gestione elettronica dei dati. “Sarà possibile depositare nel server dati aziendali cifrati per poi poterli consultare in qualsiasi momento, decidendo per quanto tempo i dati debbano restare in deposito”, spiega Gast.
Le scadenze per de-mail sono già fissate: in autunno è prevista la definizione della legge e poi sarà possibile partire con la certificazione. Il BSI e il Governo federale contano di poter far partire l’utilizzo con la CeBIT 2011. E quanto costerà il servizio? “Anche questo aspetto è nelle mani dei provider”, aggiunge l’esperto, che spera in una politica dei prezzi onesta. Con il suo E-Postbrief la Deutsche Post ha già iniziato ad offrire l’invio di corrispondenza digitale al prezzo di 55 centesimi. “Il servizio si basa per molti aspetti sulle direttive dettate da de-mail ed è probabile che in futuro le poste tedesche offrano parallelamente anche servizi di de-mail”.

Martina Jahn

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