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Nuova imposta sull’energia

Logo ZDHIl ZDH critica l’aumento dell’importo di base

PRECEDENTI
Con l’entrata in vigore della prima fase della cosiddetta riforma fiscale ecologica del 01.01.1999, si sono venuti a creare notevoli aggravi, non da ultimo per il settore produttivo che abbisogna di un consumo energetico elevato.

Una compensazione delle condizioni sfavorevoli per le imprese del settore produttivo, ad alto consumo di energia, dovrebbe servire a ridurre le conseguenze negative della tassazione sull’energia. Gli strumenti di agevolazione fiscale sono l’importo di base netto (Sockelbetrag) per le piccole e medie imprese, oggi pari a 512,50 euro, il cosiddetto “Spitzenausgleich” (95%) e la riduzione dell’aliquota d’imposta sull’energia, pari attualmente al 60%.

 

SITUAZIONE ATTUALE
Il Ministero federale della Finanza, con la “Legge per la riduzione delle sovvenzioni derivanti dalla riforma fiscale ecologica”, prevede di dare un nuovo assetto alle esistenti regole per la compensazione di condizioni sfavorevoli per imprese ad alto impiego di energia. Il Consiglio dei Ministri federali ha deliberato il 1° settembre 2010 i seguenti provvedimenti previsti nel progetto di legge dei referenti sulla legge di accompagnamento al bilancio 2011 (l’entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2011):

  1. innalzamento dell’importo di base da 512,50 euro a 2.500 euro;
  2. riduzione dello “Spitzenausgleich”: dal 2011 lo “Spitzenausgleich” corrisponderà solo al 73% invece del 95% del 2010;
  3. diminuzione dell’aliquota ridotta dell”imposta sull’energia dal 60 all’80% (nel 2010 era pari a 1,23 cent per kWh, la nuova corrisponderà a 1,64 cent per kWh). La riduzione ammonterà, quindi, dal 2011 solo al 20% invece del 40% attuale e sarà applicabile al di sopra del suddetto importo di base aumentato (v. punto 1).

 

GIUDIZIO
Il progetto del Governo federale di contenere le agevolazioni fiscali per le imprese del settore produttivo verrebbe a pesare oltre misura sulle piccole e medie aziende, in particolare proprio sugli artigiani. E questo proprio per il fatto che ogni azienda produttrice, per poter produrre, necessita di un cosiddetto consumo energetico di base, perfino se intraprende drastici sforzi di efficienza. Nei suoi effetti l’imposta sull’energia rappresenta un’ulteriore tassazione dell’impresa.

L’Associazione centrale dell’Artigianato tedesco critica l’aumento dell’importo di base dagli attuali 512,50 euro a 2.500 euro (§ 10 comma 1 della Legge sull’imposta energetica) che corrisponde al quintuplo dell’importo di base originario. Le piccole imprese con un fabbisogno d’energia assolutamente basso vengono così escluse dall’agevolazione fiscale e sono soggette a maggiori oneri, nonostante l’onere fiscale per l’energia gravi anche qui tra i costi d’esercizio con la stessa consistenza come per le grandi imprese. Ciò significa che le piccole aziende hanno, in percentuale, lo stesso fabbisogno di energia elettrica con corrispondenti costi come le grosse imprese ma, al confronto, possono ammortizzare più difficilmente l’aumento di questi costi.

Già oggi, traggono profitto delle facilitazioni fiscali per l’energia unicamente le imprese che hanno un consumo energetico annuo di almeno 25.000 kWh e superano, quindi, l’importo di base di 512,50 euro. Il previsto aumento dell’importo di base a 2.500 euro corrisponde ad un consumo annuo di circa 122.000 kWh. Il settore artigiano verrebbe colpito in particolar misura dalla rettifica prevista, in quanto solo poche imprese hanno un consumo annuo di energia elettrica superiore a 122.000 kWh. La conseguenza sarebbe che, in futuro, potranno ancora usufruire della diminuzione dell’aliquota ridotta quasi solo le grosse imprese. Proprio alle piccole e medie imprese artigiane, però, lo “Spitzenausgleich” della riforma fiscale ecologica serve già oggi decisamente di meno. Per tutto il settore dei servizi, per esempio, non esistono assolutamente facilitazioni fiscali per l’energia.

Da metà settembre, con un calcolatore dell’imposta sull’energia della ZDH, è possibile quantificare, singolarmente per ogni azienda, gli effetti concreti delle modifiche allo “Spitzenausgleich” con la riforma fiscale ecologica per gli anni 2010 e 2011.
OBIETTIVI DELLA ZDH
Nel quadro dell’imminente processo legislativo, proprio in considerazione del proseguimento della ripresa, tutti gli oneri supplementari per le aziende dovrebbero essere ridotti al minimo.

L’innalzamento dell’importo di base a 2.500 euro, perciò, deve essere rivisto ed eventualmente ridotto. Altrimenti, la maggioranza delle aziende artigianali rimarrebbe esclusa dallo sfruttamento dell’aliquota fiscale ridotta.

Datato 8 settembre 2010

Responsabile: Sig. Lefarth, Direttore dell’Ufficio di Politica fiscale e finanziaria

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