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GEZ – Aumento del canone di abbonamento radio e tv

Holger SchwanneckeCanone di abbonamento radio e televisione Saremo costretti a pagare un canone più alto?

Il sistema per il finanziamento della radiotelevisione pubblica tedesca finora vigente è stato ampiamente rivisto. Dal 2013 il calcolo del canone non verrà più effettuato in base al possesso di un dispositivo di ricezione, bensì come canone domestico o aziendale.

l controlli porta a porta effettuati dall’Ente centrale di riscossione del canone (GEZ) per conoscere il numero dei dispositivi di ricezione dichiarati apparterrà presto al passato. I Presidenti dei Länder responsabili della radiotelevisione pubblica si sono accordati per modificare la modalità di riscossione del canone radiotelevisivo finora basata sul possesso dei dispositivi di ricezione: a partire dal 2013 ogni famiglia verrà invitata a pagare un forfait – indipendentemente dal numero dei dispositivi posseduti e anche qualora non se ne possegga nessuno.

Per le imprese questo nuovo modello presenta diversi aspetti negativi. Se da un lato ad esempio un panificio è costretto a versare il canone GEZ per ciascun suo punto vendita, anche nel caso in cui questo non disponga di un dispositivo di ricezione, anche le imprese con molti dipendenti part-time dovranno fare i conti con ulteriori aggravi, anche se lo stabilimento è unico. Lo stesso vale per quelle imprese che dispongono di un vasto parco macchine.

Classificazione in base al numero dei dipendenti
Finora per le imprese valeva il numero dei dispositivi di ricezione posseduti. Inoltre, per ogni sede, doveva essere versata un’imposta per i cosiddetti dispositivi di ricezione di nuova generazione come cellulari e PC con possibilità di connessione a Internet – qualora non fosse già stato versato alla GEZ il canone radiotelevisivo per il possesso di dispositivi tradizionali. In futuro l’ammontare del canone dipenderà dal numero dei dipendenti per ciascuno stabilimento, a prescindere dal tipo di dispositivi posseduti. 5,99 euro al mese il canone per uno stabilimento fino a otto dipendenti, 179,80 euro per tra 250 e 499 dipendenti. A questo vanno aggiunte le tasse per i veicoli aziendali, premesso che per ciascun azienda un veicolo è già incluso.

Per molti ci sarà da pagare di più
450 i milioni con cui finora le imprese contribuivano al canone GEZ. Le Associazioni economiche calcolano che in futuro questo importo potrebbe quasi raddoppiare. Le imprese con molti stabilimenti verranno penalizzate rispetto a quelle che – a parità di personale – operano in una sola sede. Inoltre, non ci sarà differenza tra impiegati a tempo pieno o a tempo parziale per il conteggio del numero di dipendenti, con la conseguenza che i settori con un gran numero di impiegati part-time saranno penalizzati dal nuovo modello. D’altro canto i primi ministri alla fine si sono accordati su un’ultima modifica: i praticanti restano esclusi dal conteggio dei dipendenti. Sulle pagine Internet di molte Camere di Commercio e dell’Industria è disponibile un calcolatore del canone grazie al quale poter quantificare l’ammontare del proprio contributo futuro.

Sistema difettoso
“Il cambio di sistema nel finanziamento della radiotelevisione non è sbagliato. Rispetto al progetto originale la staffetta contributiva è stata adeguata in favore delle piccole imprese, permettendo di esentare un veicolo per ciascuno stabilimento. Alla fine è passata anche l’esclusione dei praticanti dal conteggio. I Presidenti dei vari Länder hanno anche chiarito che l’obbligo di contribuzione vige soltanto per gli stabilimenti fissi nel territorio – quindi non certo i container dei cantieri, né gli stand mobili dei mercati. Purtroppo, però, il sistema presenta ancora numerose lacune: imprese con molte filiali, un vasto parco macchine o un alto numero di dipendenti part-time sono di fatto costrette a pagare un canone ben più salato.”

Holger Schwannecke, Segretario Generale Federazione centrale dell’Artigianato tedesco (ZDH)

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