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Paese che vai… multa (salata) che trovi!

PoliceLimiti al traffico nelle città italiane e multe salate per infrazioni contro il pedaggio autostradale – tutto quello che i turisti che vengono in ferie in Europa dovrebbero avere presente.

In caso di dubbio, meglio parcheggiare fuori – chi e quando può transitare per città italiane come Firenze è un mistero anche per chi ci vive.

Dopo aver attraversato Bologna per tre volte, l’autista si è arreso. Nessun parcheggio libero, restava solo il parcheggio al coperto di fronte al centro storico. Dopo due settimane arriva la sorpresa: tre notifiche di sanzione per un importo superiore a 100 €. Le foto delle telecamere di sorveglianza hanno dimostrato che nel giro di pochi minuti era passato per ben tre volte nella zona a traffico limitato di Bologna senza alcun autorizzazione speciale. Nella consulenza legale dell’ADAC simili notifiche di sanzione dall’Italia sono all’ordine del giorno. Quotidianamente a Roma, Pisa o Firenze ci sono turisti che non vedono la segnaletica spesso sconcertante: possono accedere di norma soltanto gli ospiti di un hotel o gli autisti in possesso del tesserino di invalidità. In altri Comuni, come per esempio Asolo, l’accesso è permesso in determinati orari. Ma ogni Comune ha le proprie regole. “Neanche i locali sanno bene come comportarsi”, afferma Michael Nissen, giurista dell’ADAC. Il suo consiglio: “In presenza di questo tipo di segnaletica, meglio guardare due volte oppure chiedere, nel dubbio, parcheggiare fuori dal centro storico”. Così si risparmiano nervi e soldi. Chi parcheggia illegittimamente nel centro storico, infatti, oltre alla sanzione per il divieto di accesso al centro storico, deve fare i conti con un ulteriore multa, dato che qui è ovviamente permesso parcheggiare soltanto a chi può entrare.

Ma non si pagano care soltanto le infrazioni delle norme di circolazione che accadono in Italia: in Norvegia per esempio, il macchinoso sistema di pagamento dei pedaggi per gli stranieri è quasi incomprensibile, ma non per questo si è al riparo da eventuali multe salate. E in Austria non viene multata soltanto la circolazione senza vignetta. Basta un bollino applicato in maniera non corretta e il pedaggio suppletivo è di 120 €. Un’applicazione oltremodo severa secondo Nissen, “ma, in caso di infrazioni sul pedaggio, in Austria i turisti non possono che prendere atto di un regime a tolleranza zero”.

Lo stesso vale in altri Paesi europei per la guida veloce che di norma costa molto più cara che in Germania. Superare di 11 Km/h su strada urbana in Svizzera costa 250 CHF (ben 200 €), mentre in Francia con 30 Km/h di troppo si pagano fino a 750 €. Inoltre, in casi simili, in Francia gli automobilisti hanno l’obbligo di consegnare la patente in loco, senza poter più fare neanche un metro di strada. Nissen: “Si tratta di una delle regole più severe d’Europa”. Per chi va in ferie in Repubblica Ceca, Polonia o Ungheria ci possono essere brutte sorprese nel caso in cui sia appena scaduta la revisione. Sebbene, infatti, la cosa possa essere contestata soltanto in Germania, ci sono Soci che hanno lamentato multe a partire da 100 € o addirittura sospensioni – in Ungheria la Polizia rimuove addirittura la targa. Poco conforta il fatto che i turisti siano al sicuro da un punto di vista giuridico. “All’estero una revisione scaduta non può essere contestata”, afferma Nissen.

Scocciatura: spesso le notifiche di sanzione vengono emesse esclusivamente nella lingua nazionale

Una frequente scocciatura è che spesso le notifiche di sanzione vengono emesse soltanto nella lingua nazionale, nonostante un accordo europeo di assistenza legale prescriva l’obbligo di allegare una traduzione qualora il destinatario non sia in grado di comprendere il documento. Perlomeno nel pagamento delle multe sono previste agevolazioni: la Spagna permette ad esempio di pagarle via Internet. “Un buon inizio” secondo Nissen, “purtroppo però prima di arrivare finalmente ad una guida in lingua inglese bisogna leggere una lunga serie di pagine in spagnolo”.

Per quanto riguarda eventuali poliziotti corrotti e controlli esagerati al confine, negli anni scorsi alcuni membri hanno portato l’esperienza di passaggi per la Bulgaria e la Romania. Nel caso in cui vi siano capitati episodi del genere, è possibile raccontare la propria avventura tramite mail, indirizzandola a touristik@adac.de – l’ADAC può prendersi l’incarico di rivolgersi ai Governi dei Paesi in questione e all’Unione Europea per mettere a posto simili fraintendimenti.

Fonte: ADAC

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