Varie

Una firma per salvare una vita

FirmaDonazione degli organi. In base ai sondaggi il consenso è ampio, i donatori di organi tesserati invece rari. Cosa manca affinché un numero maggiore di cittadini compia il passo decisivo? E voi? Avete già la tessera del donatore?

In Germania le persone in attesa di un organo sono 12.000: un nuovo rene, cuore, polmone, fegato o pancreas. Circa un terzo non sopravvive ai tempi di attesa. I donatori sono troppo pochi. Solo 4.000 gli organi a disposizione delle cliniche specializzate tedesche. Circa l’80% dei cittadini è favorevole alla donazione degli organi, ma soltanto il 12% è tesserato. “La maggior parte teme che ne venga fatto uso improprio”, così il medico dott. Jens Mayr, dirigente del centro per trapianti di Tubinga, cita i risultati preoccupanti di un sondaggio. Eppure l’organo per il trapianto segue un iter prescritto dalla legge: la volontà di donazione dev’essere stata dichiarata, altrimenti serve il consenso di un parente stretto. Due i medici che devono confermare la morte cerebrale senza lasciare dubbi e in modo indipendente l’uno dall’altro. Dopo che gli organi sono stati esaminati ne viene decisa la destinazione.

Tempo di riforme? In che modo è possibile aumentare il numero dei donatori? In Germania l’iniziativa parte dai donatori stessi. Vale il “diritto del consenso ampliato”: il prelievo di un organo è possibile previo consenso del defunto o dei suoi familiari. Al contrario, in Austria, come in molti altri Paesi europei, vale la “la regola del dissenso”: qualsiasi persona morta cerebralmente è considerata un potenziale donatore, a meno che non si sia espressa diversamente quando era ancora in vita. Secondo il medico teologo, prof. med. Werner Stroh, “in Germania c’è bisogno di adottare la soluzione del dissenso come in Austria”. Ma la Commissione etica tedesca – un comitato di 26 scienziati specializzati in ambiti diversi – si dice poco speranzosa sul fatto che la modifica ad una legge possa aumentare il numero degli organi donati e afferma che andrebbe piuttosto modificata la mentalità dei cittadini. Per concludere sono smentite le voci di corridoio secondo cui gli iscritti alle assicurazioni obbligatorie sarebbero meno propensi a donare i loro organi. In base a dati recenti, per gli assicurati AOK vale invece il contrario.

Giorgio Cendron

Articoli correlati

Potrebbe interessarti

Close