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Solleciti di pagamento

SollecitiUno, due, tre solleciti… ma sono proprio necessari? No! Se il cliente fa fatica a pagare esiste un modo più rapido per tutelarsi.

Di solito il cliente che indugia sui pagamenti può farlo grazie all’eccessiva bontà degli artigiani che non sfruttano appieno i propri diritti. Quali siano i loro diritti e possibilità ce lo dice l’avvocato Stefan Hansch che opera nella città di Amburgo.

Un sollecito è sufficiente: che un debitore debba ricevere tre solleciti prima che l’artigiano possa avviare una procedura legale non è altro che una credenza comune. Come spiega Hansch, “se già nella fattura l’artigiano indica una data di pagamento concreta accompagnata dalla dicitura che con la scadenza indicata il cliente cade in mora, da un punto di vista strettamente legale, il sollecito non è più necessario”. Qualora l’artigiano rinunci a questo sistema, in caso di ritardo nel pagamento non potrà fare a meno del sollecito. “In tal caso un unico sollecito è sufficiente”. Vi è un unico fattore decisivo in caso di primo sollecito: “La sua ricezione da parte del debitore dev’essere documentata”. Va quindi spedito per raccomandata o consegnato a mano in presenza di testimone.

Cosa accade dopo il sollecito: se un cliente cade in mora, in linea di principio si consiglia all’artigiano di attivarsi quanto prima per dare il chiaro segnale che intende fare sul serio. Non importa quale sia il primo passo che si intende intraprendere: l’importante è tenere sempre presente che il semplice sollecito scade dopo tre anni, mentre se si ha in mano un atto da presentare contro il debitore, la validità di quest’ultima è di 30 anni.

Riconoscimento del debito: L’azione più semplice per il creditore è un atto notarile di riconoscimento del debito mediante cui il debitore accetta l’esecuzione coatta immediata del proprio patrimonio. Per il riconoscimento di debito non c’è bisogno di scomodare alcun tribunale ed è sufficiente un atto notarile. Questa procedura funziona però soltanto con clienti onesti. Grazie al riconoscimento del debito è possibile procedere in qualsiasi momento ad esecuzione coatta tramite ufficiale giudiziario, in quanto la prescrizione termina dopo 30 anni.

Sollecito di pagamento legale: va presa in considerazione se le circostanze sono chiare da un punto di vista legale. Problema: prima di vederne i frutti al debitore spetta il diritto di fare ricorso per ben due volte. Inoltre, è fatto obbligo di anticipare “mezza tassa giudiziale” affinché il tribunale si attivi. Per capire: in caso di azione legale vera e propria sarebbero “tre tasse giudiziali” il cui ammontare dipende dal valore conteso.

Come procedere: presso il tribunale di sollecito competente va presentata una domanda per il rilascio di una sollecito di pagamento, procedura possibile anche via Internet all’indirizzo www.mahngerichte.de(in lingua tedesca). Posto che il tribunale non verifica la legalità delle sollecitazioni, ai fini della domanda i requisiti richiesti non sono molti:
– bisogna garantire che il debitore è in mora e che è stato informato in forma scritta sui crediti in sospeso (tramite sollecito o fattura).
– oppure il tribunale necessita soltanto le informazioni relative alla fattura, ovvero: destinatario della fattura, scadenza, ammontare della fattura – per i dati esatti consultare il modulo on-line.

Il tribunale provvederà quindi ad inviare al debitore un sollecito di pagamento contro cui entro due settimane l’interessato avrà la possibilità di fare ricorso. Nel caso in cui non venga fatto ricorso il tribunale emette un decreto d’esecuzione contro cui, sempre entro due settimane, il debitore potrà fare nuovamente ricorso. Qualora dovesse rinunciarvi, il decreto diventa legalmente valido e se ne può richiedere l’esecuzione. Se, al contrario, il debitore fa ricorso non resta che intraprendere l’azione legale.

In sintesi
Il diritto dell’artigiano: è sufficiente un sollecito.
Senza tribunale: se il debitore è leale, può bastare un atto di riconoscimento del debito.
Sollecito di pagamento: può aiutare in caso di circostanze chiare.
Processo: Se il debitore mette il bastone tra le ruote, non resta altro che l’azione legale.

Norddeutsches Handwerk del 10 novembre 2011

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