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Basilea 3 – Agevolazioni per il finanziamento delle PMI

Il pacchetto legislativo per il recepimento di Basilea 3 approvato nel Diritto Europeo.

In primo luogo si tratta dell’incremento dei requisiti di capitale e di liquidità per le banche che dovrebbe entrare in vigore dal 2014. Partendo da Basilea 2, Basilea 3 rialza notevolmente il livello vincolante prescritto e la qualità del capitale proprio che le banche devono detenere. Gli istituti di credito, in futuro, dovranno tenere disponibile circa un terzo in più di capitale proprio, di qualità anche più alta – e quindi più costoso. In più, si aggiungono per la prima volta delle regole sulla liquidità vincolanti a livello internazionale: le banche devono tenere disponibili più valori patrimoniali liquidi; vengono, quindi, contemporaneamente ristrette le possibilità di trasformazione della scadenza (ciò significa la trasformazione di depositi a breve termine in crediti a lungo termine).

Ma che influenza avrà Basilea 3 sul finanziamento delle aziende nel settore delle medie imprese? Già nell’ambito di Basilea 2 si erano potuti raggiungere sensibili miglioramenti nella regolamentazione del capitale per i fidi alle piccole e medie imprese (PMI). Ne hanno tratto vantaggio in particolare imprese che fanno domande di fido fino alla somma di un milione di euro, oppure che hanno un fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro. “Questo cosiddetto compromesso per le medie imprese rimane” – dichiara il Vicepresidente Delfino Roman – “dipende dalle banche stesse come in concreto applicare le regole di Basilea 3”.

In linea di massima, il settore dell’artigianato è soddisfatto della decisione del Parlamento Europeo per l’agevolazione dei finanziamenti alle PMI. “Con il voto, il Parlamento Europeo ha difeso gli interessi delle PMI adempiendo alla sua responsabilità per il ceto medio europeo”, sottolinea il segretario generale dell’Associazione centrale dell’artigianato tedesco (ZDH), Holger Schwannecke.
Con un fattore di graduazione, poi, è stata ridotta la ponderazione del rischio per i crediti alle PMI e innalzato il cosiddetto limite per il retail. Le banche, quindi, per i crediti concessi alle medie imprese fino all’importo di 1,5 milioni di euro, non devono pretendere nessun capitale supplementare al di là della regolamentazione vigente. Si evitano così aumenti dei tassi d’interesse sul credito dovuti al maggior supporto di capitale per i fidi alle medie imprese. “Ci auspichiamo che le banche tornino a mostrare più coraggio nei confronti dell’artigianato e non rendano più difficile del necessario la concessione di crediti, in particolare per i colleghi giovani. I requisiti di sicurezza che sono posti agli istituti di credito non devono venir rialzati eccessivamente da parte delle banche e rigirati poi sui clienti”, rimarca Roman.

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