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Droni

Stanno diventando sempre più popolari! I piccoli oggetti volanti telecomandati dotati di molteplici pale. È divertente farli volare, ma non si può dire che non sia pericoloso. Prima di azionare un drone bisogna fare attenzione a molte cose.

In Germania esistono città in cui volare con un drone è vietato dappertutto

Rivolgersi ad un negozio di elettronica, acquistare un drone a partire da 30 euro, farlo volare: molti la fanno così facile e sempre più li maneggiano anche di conseguenza. Ma così facendo possono incorrere tanto in una denuncia per reato che in altri problemi. Soprattutto se si perde il controllo del drone, facendolo precipitare e causare dei danni. Quanto questo possa essere facile lo si è visto durante gli scorsi mondiali di sci. Il fuoriclasse austriaco Marcel Hirscher è scampato di poco ad un drone utilizzato per le riprese che si è abbattuto sulla pista.

Modelli

Agli hobbisti si consiglia quindi di informarsi bene prima di partire in volo. Innanzitutto sulla normativa. All’interno degli oggetti volanti telecomandati come i droni, il legislatore distingue tra “aeromodelli” e “sistemi di volo senza equipaggio”. Criterio fondamentale per tale distinzione: l’utilizzo. L’oggetto volante – drone, quadricottero e multirotore – viene usato solo per scopo ricreativo? Se in aggiunta pesa meno di 5 kg e ed è azionato da un piccolo motore elettrico, allora rientra nella categoria “aeromodelli”. Gli “aeromodelli” non necessitano né di permessi particolari di volo, né attestati per il pilota. Ma attenzione: neanche gli hobbisti possono far volare i droni dappertutto.

Regole nello spazio aereo

In senso stretto i piloti amatoriali possono far volare i propri droni solo in casa propria o nello spazio sovrastante il proprio terreno privato. Al di fuori di questi ambienti si trovano come niente nella zona grigia legale se non addirittura in una no fly zone. Eh, sì. La lista dei luoghi in cui è vietato volare privatamente è lunga. Ai droni è vietato volare nelle aree residenziali, aggregazioni di persone, luoghi dove è avvenuto un disastro, quartieri del Governo o delle ambasciate, istituti penali, strutture militari e centrali atomiche, nonché nelle vicinanze degli aeroporti. In aggiunta, le regioni federali e i comuni hanno adottato disposizioni proprie. Molte città sono totalmente o in parte zone no fly per i droni, ad esempio Dresda, Düsseldorf, Amburgo, Hannover, Francoforte sul Meno, Lipsia e Colonia. I piloti amatoriali dovranno quindi rivolgersi alle rispettive amministrazioni comunali per sapere se e, eventualmente, dove poter volare. Prima di eseguire voli in luoghi chiusi di norma dovranno anche informare la polizia. Prima di volare all’interno di patrimoni naturalistici informeranno invece le autorità per la tutela del patrimonio naturalistico. Laddove ci si serva di droni per fare foto, vanno poi tutelati il diritto alla protezione dei dati sensibili e della persona. La domanda sorge quindi spontanea: che cosa è permesso allora? Al di fuori delle zone no fly i droni possono volare nel cosiddetto spazio aereo non controllato che va fino a 2500 piedi dal suolo, ovvero 762 metri di altitudine. Al di sopra inizia lo spazio aereo controllato. Anche nelle zone in cui è ammesso volare vanno però rispettate regole ben precise. I droni possono ad esempio essere pilotati solo a distanza di sicurezza – senza cannocchiale o simili ausilii tecnici – e fino ad un max di 30 m di altezza se “aeromodelli”, fino a 50 m se “sistemi di volo senza equipaggio”.

Dal modello al sistema

I droni che soddisfano determinati criteri, legalmente rientrano nei “sistemi di volo senza equipaggio”. Se, ad esempio, pesano oltre 5 chili, sono azionati da un motore elettrico o vengono utilizzati a fini commerciali. Un uso commerciale si può presentare prima di quanto pensiamo. Esempio: un pilota amatoriale ha una videocamera sul suo drone e ci registra un video. Carica il video su YouTube e permette che venga pubblicizzato. Siccome da questa operazione può ottenere introiti, l’utilizzo del drone è considerato a fini commerciali. In tal caso vale la normativa sui “sistemi di volo senza equipaggio”, per cui è necessario il permesso di volare dell’autorità nazionale per l’aviazione, per ottenere il quale i piloti di norma sono tenuti a presentare l’attitudine personale al volo e assicurazione di responsabilità civile del titolare. Le disposizioni esatte variano da regione a regione.

Tutela

In caso di batteria scarica, forte vento, ostacoli sul percorso o interruzione del contatto radio, i droni possono precipitare. Se facendolo provocano dei danni i proprietari devono rispondere delle conseguenze finanziarie. Dal 2005 i titolari di “sistemi di volo senza equipaggio” sono pertanto tenuti ad avere un’assicurazione di responsabilità civile. L’unica eccezione è rappresentata dai giocattoli veri e propri. “Vero è che la quasi totalità dei droni non rientra nella categoria giocattoli e non risulta quindi coperta dall’assicurazione di responsabilità civile privata”, spiega Ferenc Földhazi, esperto di responsabilità civile presso il centro informazioni dell’assicurazione R+V, dello specialista assicurativo delle banche popolari e Reiffeisen. La R+V permette di assicurare i droni con obbligo assicurativo alla tariffa per la responsabilità civile riservata ai clienti aziendali.

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