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Salari più alti, prezzi più alti

Il salario minimo obbligatorio, che a seguito della delibera della Commissione per il salario minimo dal 1° gennaio 2017 è aumentato da 8,50 a 8,84 euro, ha in effetti portato, soprattutto nella gastronomia, a notevoli aumenti dei prezzi. Tuttavia pare che, grazie ad alcuni effetti straordinari, questo aumento abbia fatto perdere meno posti di lavoro di quanto si temeva.

Con l’introduzione del salario minimo all’inizio del 2015 si sono ridotti i contratti relativi al Mini-Job e, come contropartita, sono stati aumentati i contratti di lavoro del Midi-Job che prevede l’obbligo di registrare i dipendenti presso l’Assicurazione di Previdenza sociale normale e non presso la Knappschaft.
Il numero dei nuovi contratti di occupazioni marginali (geringfügige Beschäftigungen) risultava nel gennaio del 2015 inferiore di 73.900 unità rispetto alla media annua del 2014 mentre il numero dei nuovi contratti per occupazioni con assicurazione obbligatoria di prevenzione sociale era invece cresciuto di 94.500 unità.
Resta ancora da chiarire se, alla fine dei conti, sono andati persi dei posti di lavoro. In ogni caso un buon 40% della riduzione dei minijob non è spiegabile con una conversione in occupazioni con obbligo contributivo. Questo lascia pensare che si tratti di una diminuzione a livello di economia nazionale – l’Istituto di Ricerca sul mercato del lavoro e sulle professioni ne stima la quantità in 40-50.000 posti.
Indiscusso, invece, resta il fatto che il salario minimo ha spinto in alto i prezzi. Nel settore dei tassisti, nel 2015, i prezzi a livello federale sono aumentati del 12%. Nella parte orientale, particolarmente penalizzata dal salario minimo, le prestazioni dei parrucchieri sono rincarate dell’8%, mentre nei ristoranti l’aumento è stato del 5%. Purtroppo non abbiamo dei dati precisi sulle gelaterie.
Come il salario minimo abbia cambiato la struttura dei salari si può vedere bene nel settore dei servizi. Qui i salari lordi per ogni ora di lavoro sono aumentati, nel primo trimestre del 2015 rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente, dell’1,6% nella Germania Ovest e del 3,9% nella Germania dell’Est .
I dipendenti con addestramento generico e quelli non qualificati, all’inizio del 2015, hanno potuto godere di sensibili aumenti di salario, soprattutto nelle regioni dell’Est. Qui gli operai senza qualifica hanno avuto addirittura il 9,5% di aumento, mentre i lavoratori con tirocinio hanno percepito il 7,3% di soldi in più.
Questo andamento ha reso più costoso il lavoro di natura semplice. Ovviamente per questa categoria di lavoratori aumenta il rischio di essere maggiormente vittime di una riduzione dei posti di lavoro alla prossima recessione congiunturale.

I sostenitori del salario minimo, che, attraverso questa legge, speravano che il numero dei lavoratori costretti ad integrare il proprio reddito con un sussidio statale (i cosiddetti “Aufstocker”) sarebbe calato fortemente, sono rimasti delusi. Nel gennaio 2015 infatti il numero degli “Aufstocker” era inferiore soltanto di 11.000 unità rispetto alla media dell’anno 2014, in compenso la legge sul salario minimo ha fatto aumentare notevolmente il costo del lavoro nelle gelaterie artigianali che, da quest’anno con l’aumento del salario minimo a 8,84 euro, induce tutti i gelatieri a dover aumentare subito i prezzi dei prodotti in vendita se non vogliono chiudere per insolvenza!

Giorgio Cendron

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